ADHD

Alunni troppo vivaci, incontenibili, irrefrenabili? Alunni che sembra non vi ascoltino, disattenti, incapaci di completare un’attività? Alunni che non sanno “stare con gli altri”, che non rispettano le regole?

Beh, probabilmente non si tratta di alunni indisciplinati o maleducati, ma di alunni che, purtroppo, presentano un reale disturbo di origine organica (probabilmente anche genetica) chiamato

Attention

Deficit

Hyperactivity

Disorder

cioè, Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività.

Cosa dovrebbe fare un’insegnante con un alunno “presumibilmente” ADHD?

  • Innanzi tutto, AUTO-AGGIORNARSI, se non è stato finora possibile seguire un corso sull’argomento.

Utilissimi i siti dell’Associazione Italiana Famiglie ADHD e dell’ Associazione Italiana Disturbi Attenzione e Iperattività.

  • DOCUMENTARSI sulla NORMATIVA relativa al disurbo, ossia

C.M. 4/12/2009 n. 6013,

C.M. 15/06/2010 n. 4089,

C.M. 20/03/2012 n. 1395

Direttiva Ministeriale sui Bisogni Educativi Speciali 27 dicembre 2012

Circolare Ministeriale sui Bisogni Educativi Speciali: indicazioni operative 6 marzo 2013

C.M. n° 8/13Nota 22/11/2013

Lettera dell’AIFA ONLUS al Min. Profumo

  • Liberarsi dai PREGIUDIZI e PARLARE CON I GENITORI, consigliando loro di rivolgersi ad un centro regionale di riferimento (o ad un esperto di fiducia) per valutare ed eventualmente fornire una diagnosi e un percorso di riabilitazione in cui la scuola verrà coinvolta.
  • Fissare un colloquio con i genitori e con l’equipe che segue l’alunno per concordare un piano di azione congiunto.
  • Utilizzare strategie psicologiche e didattiche adeguate, che abbinino il rinforzo e le regole (poche e semplici) e diano spazio, dopo l’impegno non troppo prolungato nelle attività proposte, alla libera espressione e al movimento. Cioè, si può dire al bambino o al ragazzo: “Adesso svolgi il compito per dieci minuti (orologio visibile) e poi puoi giocare con i regoli, o disegnare, o (se è presente un assistente o nel caso di alunni già diagnosticati e con sostegno) fare una breve passeggiata in cortile.” Il tutto con la consapevolezza che anche un minimo successo dell’alunno ADHD va gratificato: il grado di insicurezza e sfiducia nelle proprie capacità è spesso elevato.
  • Predisporre, nel caso di alunni Bes, un piano didattico personalizzato da condividere con la famiglia, in cui stabilire gli strumenti compensativi e misure dispensative.
  • Armarsi di TANTISSIMA PAZIENZA e placare le possibili lamentele degli altri genitori, i quali, non conoscendo il problema, potrebbero assumere un atteggiamento ostico nei confronti del bambino e della sua famiglia. Eventualmente può essere utile convocare un’assemblea in cui fornire, con il consenso dei genitori dell’alunno ADHD, gli opportuni chiarimenti, anche con la presenza dell’esperto.
  • Coinvolgere l’intera classe in attività di tutoring. I bambini, se adeguatamente sensibilizzati, sanno apportare il loro contributo con efficacia
  • LA PAROLA D’ORDINE È IN TUTTI I CASI 

    “INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE!!”

    Tutti i bambini hanno diritto di crescere nel rispetto della propria individualità e diversità. 

    Non lasciamo indietro nessuno di loro …

    Non vi è ha alcuna pretesa di proporre una “ricetta” valida per tutte le situazioni. Ciò è soltanto il frutto di una profonda riflessione su un vissuto personale e lavorativo, condiviso con le mie colleghe-amiche di questo blog.